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A MARIA RI LI MILICI
La rappresentazione si prefigge l'intento di contribuire a mantenere
vive le tradizioni Storico-Culturali-Religiose del territorio e mettere
in risalto l'antefatto dell'evento miracoloso dell'Apparizione della
Madonna a cavallo a Scicli del 1091 per liberare il paese dall'assedio
dei Saraceni.
Si vuole porre l'attenzione principalmente sull'aspetto dignitoso e devoto
di un paese che viene cantato dal cantastorie come "paisi ri latti e meli",
"Nu paisi dignitusu e devotu a tutti i Santi/
Si vulieunu lu gran beni e s’aiutaunu tutti quanti".
Circa 50 personaggi si muovono sulla scena a rappresentare le
attitudini e i mestieri dell'epoca, non trascurando però di trasmettere
i valori cristiani:
"Picciriddi c’ascutati li cosi i’DDiu n’menti tiniti/
Ca quannu ranni v’addivintati e vuosri figghi ci li cuntati".
E mentre i contadini lavorano i campi, le donne con i bambini, intente nelle
occupazioni domestiche, vivono nella pace e nella comunione.
"E li schietti e i maritati tutti fimmini valenti/
A scaniari munnia ri pani pa sfamari tutta la ggenti".
Irrompe nel paese Belcane che approda con il suo esercito a Micenci.
"Battiri l'unna, battiri l'unna e Micenci n’avvicinamu/
U paisi suttamintimu sa chi bulimu ni cci pigghiamu".
Le suppliche di tutto il paese che si rivolge alla Madonna della Pietà, a cui era
devoto allora il popolo sciclitano, come lo è ancora oggi, suppliche accompagnate
da digiuni, come la storia e la nostra tradizione ci tramanda, muovono a compassione
la Vergine Maria che nel bel mezzo della battaglia tra Normanni e Saraceni, dopo che nemmeno
il tentativo di intercedere da parte dell'eremita del luogo era riuscito, apparve su di un cavallo
bianco e mette in fuga i Saraceni tra la gioia e lo stupore del popolo sciclitano che era intervenuto
a difendere donne e bambini, oltre che con la preghiera, con gli strumenti umili di lavoro
(forconi, vanghe e bastoni).
Tutti inneggiano a Maria ri li Milici:
"Festa ranni balli e canti a Maria ri li Milici/
a ta Scicli a TTia s’inchina a TTia sula prutittrici".
La ballata sarà rappresentata al Museo della Pietra il 20 Agosto dove trova uno scenario naturale
che sembra creato appositamente. Le oltre 50 persona che danno vita allo scenario non sono attori,
ma persone desiderose di tramandare e fare rivivere quanto i nostri padri hanno difeso anche a
costo della loro vita.
"Stu paisi nun voli tiranni n’sulu patri ppi Signuri/
C’accumpagna li sa figgi e pruteggia piccili e ranni"
Passato, Storia, Tradizioni, il tempo non cancella le nostre emozioni,
la vita ci insegna, quale maestra, che la storia di ieri, di oggi, è la stessa.
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