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La medicina come occasione di dialogo fra Oriente ed Occidente |
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Tutte le volte che visito un paziente mi rendo conto dell’importanza dell’integrazione fra la diagnostica occidentale e quella orientale.Da una parte la mia formazione occidentale nella biomedicina mi obbliga ad osservare il aziente secondo l’ottica scientifica;dall’altra parte i miei studi di medicina cinese mi suggeriscono di cercare di capire quale è l’elemento di disarmonia energetico che sta alla base dei suoi sintomi e come questo alteri i ritmi yin-yang,che si ripercuote su organi,tessuti,meridiani ed agopunti.E cosi’unendo le teorie analitiche e deduttive della cultura occidentale ai codici simbolici della cultura cinese,concretizzo una sintesi pratica dei criteri di lettura del reale di due civilta’ cosi diverse.Credo che l’utilizzo nell’anamnesi del paziente dei sapori ,dei colori,delle energie perverse atmosferiche e delle forti emozioni :la rabbia,la gioia,le preoccupazioni,la tristezza,la paura,essendo esse collegate con i vari organi del paziente,si integra bene nella diagnostica finale con i mezzi d’indagine della medicina occidentale quali gli esami di laboratorio,una ecografia etc.Da oltre ventanni cammino cammino su questo doppio binario.Mi accorgo che questo doppio criterio di lettura inizia a manifestarsi in altre occasioni della mia vita:quando respiro assorbo ossigeno ed energia del cielo(tian qi),quando mangio digerisco proteine,vitamine,Sali minerali ed energie della terra-gu qi,quando penso uso i neuroni in associazione con gli shen etc..E cosi’ a forza di studiare medicina cinese mi accorgo che questo doppio criero di lettura del reale diventa sempre più naturale e mi foirnisce due facce della stessa medaglia di ogni avvenimento della vita:è dalla loro integrazione che puo’ nascere un modello nuovo dell’analisi del reale. Tano mormina
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